Dove buttare le lampadine?

Una mini guida per il corretto smaltimento delle lampadine

Per una raccolta differenziata che salvaguardi l’ambiente, Eni gas e luce offre una guida per spiegare come e dove buttare le lampadine.

È ormai norma comune prestare attenzione alla raccolta differenziata e al corretto smaltimento dei rifiuti, divisi per tipologia. Se riguardo a carta, vetro, metallo e rifiuti organici siamo ormai eruditi, non a tutti è chiaro dove buttare le lampadine. “Come si smaltiscono le lampadine?”, infatti, rimane per molti una domanda senza risposta.

Un vero spreco perché, soprattutto da quando si sono affacciate sul mercato le nuove lampadine a basso consumo, che consentono non solo di risparmiare sulla bolletta ma anche di salvaguardare l'ambiente, buttare le lampadine nel posto sbagliato rischia di vanificare i benefici ecologici garantiti dall’adozione delle nuove lampadine a risparmio energetico.

Perché fare attenzione a dove buttare le lampadine

Il motivo per cui vale la pena fare attenzione a dove buttare le lampadine bruciate è, prima di tutto, la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo. Siamo ufficialmente entrati nell’era in cui le precauzioni ambientali si impongono come una necessità; la cura ambientale, l’attenzione verso un consumo e un riutilizzo sostenibile delle materie si impongono come imperativi etici.

Per questo anche Eni gas e luce si impegna a promuovere l’acquisto di lampadine a basso consumo, e a divulgare le modalità corrette con cui tutti i modelli di lampadina devono essere smaltiti. Non sono però solo gli effetti climatici a lungo termine che devono smuovere le coscienze individuali. Un’inconsapevole gestione dello smaltimento delle vecchie lampadine può, come nel caso delle lampadine alogene, a causa del mercurio presente al loro interno, essere pericolosa anche per la salute dei consumatori.

Smaltimento delle lampadine: le modalità corrette in base alla tipologia

Le nuove tipologie di lampadine a risparmio energetico, come quelle a fluorescenza e LED, promettono prestazioni superiori in termini di durata (da 10.000 a 30.000 ore a seconda del colore della luce, mentre le luci a incandescenza durano solo 750 ore) e di risparmio energetico, non sviluppano calore, vantano un'accensione immediata e non richiedono manutenzione per molti anni.

A fronte di tutti questi vantaggi, i bulbi luminosi di ultima generazione domandano in cambio semplicemente un po' di attenzione al momento della sostituzione: il loro corretto smaltimento è molto importante, considerato che il 95% del loro materiale è riciclabile. Vediamo, modello per modello, come smaltire correttamente le diverse tipologie di lampadina.

Lampadine a incandescenza

Le lampadine a incandescenza, ormai, sono per la maggior parte delle persone solo un lontano ricordo. Infatti, questo tipo di lampadina è ormai fuori produzione in quanto altamente energivora. Per quanto sul mercato non siano più disponibili, qualcuno potrebbe ancora averle in casa, magari montate su qualche lampada poco utilizzata. In questo caso, perché la loro sostituzione sia non solo la scelta economicamente più vantaggiosa ma anche quella ecologicamente più virtuosa, deve essere seguita dal loro corretto smaltimento. Per questo, è prima di tutto importante imparare a riconoscerle.

Le lampadine a incandescenza sono quelle che ci figuriamo quando pensiamo a una lampadina; ossia un bulbo di vetro con una resistenza interna che, se rotta, indica che la lampadina è “fulminata”. Le lampadine a incandescenza, a differenza di quelle a basso consumo, non rientrano nella categoria RAEE (d.lgs. n. 151 del 2005, rifiuti apparecchiature elettriche ed elettroniche). Questo non significa però che le lampadine a incandescenza possano essere buttate semplicemente nel bidone del vetro, o dell’indifferenziato.

Anche questi modelli di lampadina devono essere portati in un’isola ecologica e smaltiti in un cassonetto specifico differente rispetto a quello per le lampadine alogene o Led che contengono mercurio. In alternativa, è sempre possibile portarle al negoziante da cui si acquistano le nuove lampadine, che è obbligato ad accettarle e a occuparsi del loro corretto smaltimento. In ogni caso, è consigliabile, per chi ancora avesse montate in case delle lampadine a incandescenza, passare alle lampadine a Led che, attraverso i consumi ridotti, tutelano il portafoglio dei consumatori e l’ambiente in cui tutti viviamo.

Lampadine alogene

Le lampadine alogene, progettate da Nikola Tesla e chiamate anche fluorescenti o a tubo, hanno come caratteristica di produrre luce attraverso la reazione tra alcuni gas nobili e il mercurio contenuto al loro interno. Proprio la presenza del mercurio rende lo smaltimento di queste lampadine particolarmente delicato. Infatti, il mercurio è un materiale tossico per l’uomo e altamente inquinante.

Per queste ragioni, in caso di rottura di una lampada alogena, è consigliato arieggiare il locale per qualche minuto e utilizzare guanti per raccogliere i pezzi rotti. Inoltre, è consigliabile che a rimuovere e maneggiare la lampadina rotta non sia una donna incinta, o un bambino. Infatti, pur senza allarmismi esagerati (l’elemento tossico contenuto in questo tipo di lampadine è meno di quello contenuto nei vecchi termometri), il mercurio è dannoso per lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso.

Quindi, per uno smaltimento ecologico e sicuro delle lampadine alogene è necessario recarsi all’isola ecologica più vicina e buttare tutto negli appositi contenitori.

Lampadine a basso consumo

Dal punto di vista del risparmio in bolletta, le lampadine a basso consumo sono sicuramente l’investimento migliore. Le lampadine Led, infatti, consentono un risparmio energetico del quasi 80% su ogni singolo punto luce. Proprio perché alimentate da una quantità ridotta di energia, anche per quanto riguarda la sostenibilità ecologica le lampadine a basso consumo, se smaltite nel modo corretto, sono un ottimo investimento.

Per questo è importante non essere impreparati alla domanda “dove si smaltiscono le lampadine a basso consumo?” Anche in questo caso, la risposta corretta sono le isole ecologiche. Infatti, anche le lampadine Led contengono al loro interno una dose di mercurio, molto minore rispetto a quella contenuta dalle lampade alogene, che le etichetta come rifiuto RAEE.

Le lampadine a basso consumo, quindi, non possono essere buttate nel vetro o nel sacco nero ma, per tutelare l’ambiente e la propria salute, devono essere portate all’isola ecologica più vicina o consegnate a un rivenditore di lampadine che, come predisposto dal decreto ministeriale n. 121 del 2016, è obbligato a ritirare le vecchie lampadine al momento dell’acquisto di quelle nuove.

Come smaltire le lampadine a risparmio energetico?

Ricapitolando, per ferrarsi in materia di smaltimento dei rifiuti luminosi, è necessario prestare attenzione al fatto che non tutte le tipologie di lampadine appartengono alla stessa categoria di rifiuti. Le apparecchiature per l'illuminazione e le lampadine a basso consumo sono rifiuti speciali, in quanto fragili e costituiti soprattutto da vetro, oltre che da materiali in parte potenzialmente pericolosi.

La raccolta differenziata è prevista per lampade fluorescenti compatte, tubi fluorescenti, lampade a scarica ad alta intensità, lampade a vapori di sodio e le lampade LED e deve avvenire secondo le norme previste dalla legge in materia per i materiali RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).

Le lampade a incandescenza, invece, non rientrano nella categoria RAEE, tuttavia non possono essere buttate come un rifiuto qualunque nel vetro o nell’indifferenziato. A questo proposito, ricordiamo che nessuna lampadina va gettata nella raccolta differenziata del vetro. Si tratta infatti di oggetti che oltre al vetro, contengono anche plastica e metalli, quindi la loro raccolta deve avvenire separatamente, per non ostacolare il riciclo del vetro.

Le lampadine a risparmio energetico, LED compresi, non possono essere smaltite né nel cassonetto del vetro, né nella spazzatura indifferenziata. Su questi prodotti, infatti, è riportato il simbolo del cassonetto barrato a indicare che è necessario smaltire il prodotto separatamente.

Le alternative percorribili, ed ecologicamente sostenibili, per liberarsi delle lampadine usate sono due:

  • È possibile riconsegnarle nei punti di vendita, all'acquisto di una nuova lampadina: il ritiro è gratuito per legge e deve avvenire da parte dei negozianti in seguito all'acquisto di un prodotto elettronico equivalente a quello consegnato.
  • È possibile gettarle nei centri di raccolta abilitati (isole ecologiche) perché vengano avviate al corretto processo di raccolta, per smaltirle o riciclarle.

Per legge, infatti, sono stati disposti nelle città e nei comuni appositi centri di raccolta, noti anche come isole ecologiche. Per conoscere il punto di raccolta più vicino, è possibile consultare il sito del Centro di Coordinamento RAEE. Possono essere individuati grazie a una mappa presente online o scaricando l'applicazione Ecolamp: l'isola che c'è, per dispositivi Apple o Android. Si tratta della app sviluppata dall'omonimo Consorzio senza fini di lucro per il recupero e lo smaltimento delle apparecchiature per l'illuminazione, che garantisce il riciclo del 95% dei materiali.

Seguendo queste semplici indicazioni, la sostituzione e lo smaltimento delle vecchie lampadine diventa un’attività sicura per noi e per il nostro pianeta.