Le 10 domande più frequenti sulla caldaia

Cambiare la caldaia non è una decisione sempre facile: ci sono molte informazioni da conoscere e fattori da considerare per essere sicuri di scegliere la caldaia giusta per la propria casa. I tecnici qualificati sono a disposizione per effettuare un sopralluogo gratuito e consigliare la caldaia giusta per ogni esigenza. Di seguito le domande più frequenti poste dai clienti e le risposte dei tecnici:


  1. Quale caldaia scegliere?

    La caldaia deve essere scelta in base all’installazione attuale, alla conformazione della casa e alla normativa. La normativa attuale prevede l’installazione delle caldaie a condensazione, con deroga in casi speciali nei quali non è possibile, per esempio in caso di canale da fumo collettivo e presenza di caldaia a camera aperta: in questo caso è possibile installare una caldaia della stessa tipologia (camera aperta), ma con i requisiti richiesti dalla normativa, a basse emissioni inquinanti.
  2. Qual è la differenza tra una caldaia a condensazione e una caldaia a camera aperta?

    La caldaia a condensazione è una caldaia di tipo C , con un sistema di recupero di calore che permette un risparmio energetico rispetto alle caldaie tradizionali. La caldaia a camera aperta è quella che scarica i fumi prodotti dalla combustione direttamente nel camino; attualmente l’unica caldaia a camera aperta che è possibile installare è quella a basse emissioni inquinanti, che rispetta i requisiti richiesti dalla normativa.
  3. Come installare una caldaia?

    Cominciamo col dire che la caldaia è un prodotto a gas, pertanto l’installazione della caldaia deve essere effettuata solo ed esclusivamente da personale autorizzato e specializzato in questo tipo di attività. Non è pertanto possibile installare una caldaia da soli che per esempio si acquista al supermercato, stesso discorso relativamente ad amici che magari ci dicono di averlo già fatto a casa loro. La caldaia può essere alimentata per esempio da gas metano o da gpl: a seconda del combustibile è necessario eseguire la taratura corretta; nel caso in cui questo non venisse fatto correttamente, potrebbe essere molto pericoloso per persone/animali/cose (incidenti gravissimi, a volte vediamo muri divelti per lo scoppio di una caldaia o di una stufa). Ecco perché bisogna affidare i lavori a tecnici che sanno fare il loro mestiere e non improvvisarci tecnici quando facciamo tutt’altro!
  4. Quando bisogna cambiare la caldaia vecchia?

    Non c’è un tempo specifico per cambiare la caldaia: sostanzialmente si cambia quando c’è la necessità di farlo. La necessità è data dal fermo della caldaia: a quel punto non abbiamo proprio scelta; oppure ci accorgiamo che consuma troppo e facciamo un investimento per risparmiare; possiamo approfittare della promozione che vediamo in tv o negli store, verificandone sempre l’attendibilità (con Eni andiamo sul sicuro, perché di certo non rischia la sua immagine con un prodotto che non sia di ottima fabbricazione e perfettamente funzionale!)
  5. Come smaltire una vecchia caldaia?

    La caldaia sostituita non sempre viene smaltita da chi si occupa dell’installazione, quindi capita che se ne debba occupare il cliente, senza avere la minima di idea di dove debba essere portata. Eni invece fa un servizio completo: installa la nuova caldaia e la vecchia la porta via, si occuperà poi la squadra tecnica di smaltirla.
  6. È obbligatorio fare la revisione della caldaia?

    La manutenzione alla caldaia deve essere fatta tutti gli anni, per buona prassi e per indicazione dello stesso produttore, che altrimenti in caso di guasti non paga interventi in garanzia, se non vengono prodotti gli allegati tecnici di manutenzione; inoltre dobbiamo sempre pensare che abbiamo un apparecchio a gas, e come tale deve essere controllato, che si in casa (a maggior ragione), che sia fuori nel nostro balcone o nel seminterrato. La manutenzione è importantissima, per mantenere l’apparecchio efficiente, sicuro e controllato in ogni sua parte.
  7. Quando fare il controllo fumi della caldaia?

    Il controllo dei fumi della caldaia è obbligatorio e deve essere eseguito in occasione delle operazioni di manutenzione della caldaia. Generalmente il controllo di efficienza energetica (o prova fumi, bollino blu) per impianti alimentati a combustibile liquido o solido (gasolio, pellet, legna) deve essere effettuato ogni 2 anni, mentre per impianti alimentati a gas (metano/gpl) ogni 4 anni, ma necessita verificare sul sito della regione di appartenenza la cadenza richiesta ad esempio in Piemonte e Lombardia ogni 2 anni.
  8. Come fare la manutenzione della caldaia?

    Per una corretta manutenzione della caldaia le operazioni previste sono di controllare l’accensione e lo spegnimento della caldaia per verificare il funzionamento, consigliabile fare queste operazioni in estate, quando la caldaia viene utilizzata meno. Infatti, spesso si verificano delle dispersioni dovute proprio al cattivo funzionamento di una delle funzioni di base della caldaia, la prevenzione in questo caso è d’obbligo. Controllo l’integrità dei rivestimenti in fibra ceramica sono destinati a consumarsi, e rappresentano una potenziale fonte di dispersione energetica. Pulizia da eventuali incrostazioni dello scambiatore e degli elettrodi ed eventuali ossidazioni del bruciatore se non viene effettuata si rischia di consumare più energia. Controllo eventuali perdite di acqua e ricarica vaso di espansione. Per queste operazioni il tecnico rilascia un rapporto di controllo, che comprova che la manutenzione sia stata eseguita da un tecnico con i requisiti richiesti dalla normativa.
  9. Come si può pulire la caldaia e quando farlo?

    Per quanto riguarda la pulizia in autonomia della caldaia, la normativa vigente indica che deve essere effettuata da personale qualificato, quello che può essere effettuato da tutti è la pulizia dei radiatori, può essere fatta anche in autonomia e in sicurezza.
  10. Come diminuire i consumi del gas con la caldaia?

    Per diminuire i consumi di gas limitare la temperatura preimpostata degli impianti di riscaldamento è una regola essenziale per ridurre i consumi ma anche per preservare la nostra salute. Oltre a queste due fondamentali caratteristiche interviene anche una normativa nazionale, ossia il DPR 412/1993, che stabilisce come la temperatura ottimale per ambienti salutari e confortevoli a 20 gradi centigradi. Il consumo stimato per ogni grado centigrado oltre questa soglia va ad aumentare del 6 o 7% la spesa relativa al riscaldamento degli ambienti. E’ possibile aumentare il risparmio utilizzando valvole termostatiche ed un termostato intelligente che può aiutare ad avere un risparmio sui consumi con utilizzo corretto delle temperature, una soluzione può essere il termostato Hive.