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Installazione caldaia. Collegamenti, scarichi ed emissioni: i tecnici servono proprio a questo

Le caldaie installate e manutenute correttamente godono di una vita più lunga e consumano meno. Sono questi i benefici dell’efficienza. Per ottenerli bisogna seguire alcune regole di buon senso e di pulizia. Diamo ora un’occhiata alle prescrizioni sull’installazione.

 

 

Primo passaggio per la corretta installazione della caldaia: dentro o fuori

La collocazione della caldaia, all’interno o all’esterno dell’unità abitativa, determina i primi accorgimenti da adottare. Molto spesso, quando l’installazione è motivata dalla sostituzione di un vecchio apparecchio, quello nuovo va a prendere il suo posto. Per lo più le caldaie si trovano all’esterno degli appartamenti, per risparmiare spazio e per agevolare il prelievo dell’aria necessaria alla combustione. Infatti la caldaia a condensazione non esige un contatto diretto con l’ambiente di installazione, perché il bruciatore è racchiuso in una camera stagna dove una ventola controllata elettronicamente assicura l’aspirazione di una quantità adeguata di aria all’interno della caldaia.

Se comunque il dispositivo viene sistemato fuori dalle pareti domestiche, è necessario osservare due accorgimenti. Entrambi servono a risolvere il problema del contatto diretto della caldaia con gli agenti atmosferici (sabbia, pioggia, vento) e con la temperatura dell’ambiente:

  1. Si sceglie un dispositivo progettato per la collocazione all’esterno. Un mantello senza fessure lo protegge da polvere, umidità e gelo, rendendolo resistente fino a -15°C.

  2. Si protegge la caldaia all’interno di un mobile coperto, costruito ad hoc per questa funzione.

L’apparecchio normale, disegnato per vivere all’interno dell’appartamento, può funzionare anche fuori; ma la sua vita media si dimezza, l’efficienza diminuisce e crescono i consumi.

Il fumo deve uscire dal camino

Anche la caldaia fuma: come accade per gli uomini, questa abitudine è sottoposta ad alcune regole. Le soluzioni sono tre: le esploriamo dalla più semplice, alla più critica.

Scarico diretto a tetto

La prima è lo scarico diretto a tetto. Il tubo che esce dalla caldaia è costituito da materiali in PVC, che lo difendono dalla corrosione degli acidi contenuti nei fumi. La condotta si estende in altezza, rilasciando i fumi all'esterno.

Canna fumaria

La seconda soluzione è la canna fumaria: la struttura in cui confluiscono gli scarichi di più unità abitative. È la situazione che si presenta più spesso nei condomini, dove nella canna confluiscono i fumi in uscita dalle caldaie degli appartamenti. La configurazione, per il resto, replica quella dello scarico diretto a tetto: d’altra parte, nessuno si aspetterebbe di vedere comignoli in luoghi differenti dalla sommità di spioventi e tegole.

Scarico a parete

La terza soluzione è rappresentata dallo scarico a parete: in questo caso la caldaia disperde il fumo al di là della parete cui è agganciata o comunque oltre il muro perimetrale più vicino. Attualmente, la legge autorizza questa installazione solo nei seguenti tre casi:

  1. Quello più consolidato riguarda gli edifici storici, dove la tutela del valore culturale dissuade dalla trasformazione degli impianti e dalla costruzione di nuovi camini.

  2. Il secondo insiste sugli impianti con scarico a parete, messi a punto prima del 1° settembre 2013, che possono essere conservati nel loro stato nel caso di sostituzione della caldaia esistente.

  3. Il terzo, infine, è affidato al progettista, qualora sia in grado di dimostrare che non sono possibili modalità di installazione diverse da quella con scarico a parete.

Nel primo e nel terzo caso, la deroga alla norma generale di sbocco oltre il colmo del tetto prevede l’obbligo di installazione di una caldaia a condensazione a 5 stelle. Nel secondo caso è sufficiente che la caldaia installata sia a condensazione.

Oltre al fumo, la condensa (e per ora ci salvano i detersivi)

Oltre al fumo, bisogna tenere sotto controllo anche la via di uscita della condensa. Per lo più viene adottata la soluzione di precipitare il fluido nella fogna, attraverso una condotta resistente alla corrosione degli acidi.

Per il momento non è stata emanata una normativa sui filtri. La rete fognaria abbonda di detersivi, che hanno una struttura chimica di tipo basico e che provvedono quindi a neutralizzare l’acidità della condensa. La diffusione dei nuovi tipi di caldaie potrebbe però inclinare questo equilibrio, imponendo un intervento da parte del legislatore sul tema.

Nessuno stress per l'installazione della caldaia: ci pensa il tecnico

L’installazione della caldaia non può essere eseguita in proprio, con buona volontà ed estro artigianale. La legge 37/08, infatti, esige che il dispositivo venga installato, messo in funzione e sia monitorato da un tecnico abilitato, cui compete la responsabilità di esaminare la combustione, al fine di misurare il suo rendimento e la concentrazione di ossido di carbonio. I risultati della ricognizione devono essere registrati nel Rapporto di Efficienza Energetica, che il professionista deve controfirmare garantendo la veridicità di quanto dichiarato. Una copia del documento rimane al proprietario, mentre l’altra deve essere inviata entro venti giorni all’amministrazione pubblica che governa le ispezioni.

Chi acquista la caldaia con Eni gas e luce non ha alcuna preoccupazione. CaldaiaNOSTRESS aiuta a scegliere la caldaia ideale per la propria abitazione, e libera da ogni preoccupazione operativa: infatti prevede, oltre alle operazioni di installazione e di adempimento degli obblighi legali, anche:

  1. Il ritiro e lo smaltimento dell’usato;

  2. La consegna di accessori per la pulizia dell’impianto: anzitutto il defangatore, che filtra il fluido in fase di rientro e protegge il dispositivo dalla ruggine e dalla sabbia raccolta durante la circolazione nelle tubature e nei radiatori; poi il trattamento dell’acqua sanitaria;

  3. Un rapporto di lungo corso per la manutenzione e l’assicurazione del dispositivo, variabili secondo il tipo di contratto.

 

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